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Entro i 100 Km...

Reggio Calabria
Reggio Calabria è situata sulla punta dello "Stivale", alle pendici del Parco Aspromonte, sulla sponda orientale dello Stretto di Messina, da cui gode di uno spettacolare panorama sulla Sicilia, sull'Etna e sulle Isole Eolie. Tradizionalmente chiamata Città della Fata Morgana perché qui si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale la costa siciliana sembra distare solo pochi metri rendendo possibile distinguere molto bene case, auto e persone. Reggio è molto nota per i famosi Bronzi di Riace, simbolo delle proprie origini magno greche. Da vedere Museo Archeologico nazionale: considerato uno dei più importanti musei della Magna Grecia, ospita i conosciutissimi Bronzi di Riace, le due sublimi figure di guerriero che rappresentano l'immagine ideale della cultura greca classica, in cui il corpo umano, naturalmente perfetto, diventa manifestazione dell'armonia dell'universo. Lungomare Falcomatà: definito da Gabriele D'Annunzio "il più bel chilometro d'Italia" è popolato da palme, magnolie, fiori e piante esotiche che formano un lunghissimo giardino botanico e uno scenario ideale per eventi e spettacoli di ogni tipo. Il viale è adornato da palazzi in stile liberty ed arricchito da elementi che, indirettamente, tracciano la storia della città, quali i numerosi monumenti commemorativi, una fontana monumentale ed alcuni siti archeologici, testimonianza dell'antichità greco-romana. Corso Garibaldi: animata e piena di negozi, la principale arteria cittadina rappresenta il nuovo volto della città. Il Duomo di Reggio Calabria: è la chiesa più grande della Calabria con la sua bianca e luminosa facciata, scandita da semicolonne, animata da bifore e archetti, decorata da rosone e rilievi. Al suo interno la cappella del S.S. Sacramento rappresenta c on i suoi marmi policroni 'espressione più significativa del barocco reggino. Il Castello Aragonese: di origine molto antica oggi rimangono solo le due torri cilindriche merlate che gli conferiscono il caratteristico aspetto "aragonese".


Gerace
Definito tra i “più bei borghi d’Italia”, Gerace è uno dei centri più ricchi di storia della Calabria e d’Italia, dove storia, leggenda e mito convivono senza tempo. Entrando nell’abitato si incontra dapprima il Borgo, con le sue botteghe di ceramisti scavate nel tufo, e successivamente si raggiunge il centro storico che conserva scorci di grande suggestione e gioielli architettonici. Un borgo tutto da scoprire ed assaporare dove fascino ed arte di Gerace continuano lungo le piazzette, le stradine, i muri delle case e dei palazzi pieni di storia. Da visitare Cattedrale medioevale - La chiesa più vasta di tutta la Calabria, innalzata nell’ultimo periodo bizantino e terminata nella prima età normanna. L’interno, grandioso e suggestivo, a croce latina, è diviso in tre navate da due file di 10 colonne, provenienti in parte da Locri Epizefiri, diverse fra loro per qualità, tipologia e dimensioni. Suggestiva la cripta dove è collocato il Museo del tesoro. Chiesa medioevale di San Francesco - Costruita nel 1252 e situata nella suggestiva piazza delle tre Chiese, la chiesa di San Francesco offre al visitatore uno stupendo altare interamente intarsiato in marmi, nonché un sarcofago medioevale di Nicola Ruffo. Di bellissima fattura il bel portale gotico di ingresso. Castello medioevale - Costruito nel XII secolo, il castello si trova nella parte più alta del borgo antico da dove si dominano tutte le vallate intorno a Gerace. Chiese bizantine di San Giovannello e dell’Annunziata - Situate nelle suggestiva piazza delle Tre Chiese (la terza chiesa è quella di San Francesco), hanno origine nel periodo bizantino. Significativo il tetto della chiesa dell’Annunziata realizzata in maioliche locali. Chiesa Santa Maria del Mastro - Solenne ed austera nei suoi volumi, la chiesa a pianta centrale, sorge nella suggestiva Piazza della Repubblica, situata, nel Borgo maggiore, all’ingresso di Gerace. Le “Bombarde” - la passeggiata di Gerace, ricavata nell’orto dell’Antico Convento di Sant’Anna ora adibito ad albergo. Le porte medioevali - Gerace contava ben dodici porte, quattro esistono ancora e sono Porta dei vescovi o della meridiana (addossata alla Cattedrale), Porta di Santa Lucia, Porta maggiore e Porta del sole. Piazza del Tocco - la piazza principale della citta, così chiamata perché qui si trovava la loggia dove si concludevano gli affari. Qui sorge il Municipio.


Locri Epizefiri
Una delle più incantevoli, conosciute ed importanti città della Magna Grecia, grazie all'abbondanza documentaria delle fonti e dei ritrovamenti archeologici. La città antica, che era difesa da una cinta muraria di 7 km, è ben delimitata dalla stessa cinta in molti tratti ancora visibile. All'esterno delle mura si estendono le necropoli, mentre la maggior parte delle aree sacre sono disposte in prossimità della cinta, quasi a formare una protezione sacrale. La vasta area archeologica si estende per 230 ettari all'interno delle mura. Da vedere: L'Antiquarium, che espone importanti reperti tra i quali pregevoli pinakes, monete, vasi e terrecotte votive dedicati. Il Tempio ionico di Marasà, una costruzione databile attorno al VI-V secolo a.C del quale resta il basamento e parte di una colonna ionica. L'area di Centocamere, il quartiere commerciale dell'antica città, dotata di uno schema urbanistico regolare, di circa 900x1300 m. e che si estende dalla base delle colline fino in prossimità della linea di costa. Il reticolo stradale è costituito da una fitta serie di vie rettilinee e parallele, chiamate stenopoi, tagliate ortogonalmente da poche ampie strade, dette plateiai o strade larghe. Gli isolati erano costituiti da agglomerati di piccole case attaccate una all'altra che devono avere avuto una funzione produttiva e commerciale, piuttosto che abitativa. Il Teatro greco-romano, risalente al IV secolo a.C. con rifacimenti in età romana. Si tratta di una costruzione realizzata sfruttando una conca naturale situata ai piedi di una altura. Del Teatro rimangono parte dei gradoni in arenaria della cavea, che potevano accogliere circa 4.500 spettatori. In età romana imperiale l'edificio fu trasformato eliminando le file più basse di gradini e costruendo un alto muro semicircolare in blocchi di calcare, in modo da proteggere gli spettatori durante le lotte tra gladiatori o tra uomini e animali. La necropoli di Lucifero, dove sono state rinvenute circa 1.700 tombe databili tra il VII e il II secolo a.C. e spesso segnalate da vasi di grandi dimensioni, di buona fattura e pregio, opera di ceramografi ateniesi di fama, oppure da "arule", piccoli altari in terracotta decorati con immagini del mondo dell'oltretomba.


Scilla
Uno tra i borghi marinari della Calabria più belli e caratteristici d'Italia, situato tra il mare Tirreno e le pendici dell'Aspromonte e con una spettacolare vista sullo stretto di Messina e sulle isole Eolie. E al tramonto il mare, incredibilmente limpido, assume quelle incredibili tonalità che hanno valso a questo tratto di litorale il nome di Costa Viola. La principale attività economica è ovviamente il turismo; conserva una certa importanza la pesca, in particolare del pescespada. Si producono cereali, olive, agrumi, vini e frutta, si praticano pastorizia e allevamento di bovini e suini; sviluppati l'industria boschiva e l'artigianato. Da vedere. Chianalea, storico rione dei pescatori, letteralmente adagiato sul pelo dell'acqua: un'unica lunga viuzza profumata dai gelsomini si snoda tra le case appollaiate sugli scogli e battute dal Tirreno durante le mareggiate invernali. Il Castello Ruffo di Scilla, edificato nel XIV sec. sui resti di un monastero basiliano con funzioni anti-saracene fu residenza dei Ruffo antica e nobile famiglia calabrese. Le sue Chiese: la cinquecentesca chiesa di San Francesco da Paola, la Chiesa Madre dello Spirito Santo, esempio di stile barocco settecentesco, la Chiesa dell'Immacolata e la Chiesa del patrono San Rocco.


Stilo
Stilo, alle pendici del Monte Consolino, dette i natali a Tommaso Campanella. Centro di storia e cultura tra i più rappresentativi di tutta la Calabria. Borghi, chiese, monumenti e la cattedrale detta Cattolicaesempio unico di arte bizantina. Tra le manifestazioni, il Palio di Ribusa, rievocazione storica. Spettacolare borgo medioevale è famoso anche per la celebre Cattolica di Stilo vero gioiello d'arte ed architettura Bizantina, patrimonio UNESCO, incastonata nella roccia viva in uno dei punti più belli e panoramici del paese, dal quale si potrà ammirare la vallata dello Stilaro e l'assolato paesino, che come in un quadro di Guttuso si presenta con le case coi tetti coperti dalle caratteristiche "ceramidi" tra il verde dei fichi d'india e l'azzurro del mare. Il centro storico ci regala, inoltre, raffinate opere come Il Duomo, (XIII sec.), con bellissimo portale Gotico con piccole colonnine lisce e tortili ed eleganti bassorilievi in stile romanico, La "Fontana dei Delfini" di chiara matrice orientale, il maestoso Convento di San Domenico, la medievale Porta Stefanina, la chiesa di San Francesco una delle più belle chiese del '700 calabrese, la chiesa di San Giovanni Therestis stupenda realizzazione Barocco e tanti bellissimi scorci.

Le marine grecaniche

LE SPIAGGE
La Calabria, con i suoi 800 km di costa, attrae ogni anno una sempre maggiore presenza di turisti.

La morfologia del litorale calabrese, dalla sabbia finissima alle scogliere, le numerose spiagge attrezzate, le incontaminate e selvagge coste, offrono molteplici opportunità di balneazione a pochi chilometri di distanza l'una dall'altra.

La Vacanza nel mare della Calabria permette di poter scegliere tra numerose opportunità, dove il connubio mare cristallino, borghi marinari, spiagge incontaminate, vicinanza con le catene montuose, assume un aspetto unico nell’intero territorio Italiano.

Ma la vacanza nel mare della Calabria greca può avere risvolti e peculiarità diversificate tra le diverse coste: la Riviera dei Gelsomini, situata nella zona del mar ionio meridionale incontra infatti numerosi borghi di interesse quali Locri, Siderno, Roccella e Caulonia e con forti emergenze naturalistiche del parco dell’Aspromonte.


IL TARTANET DI BRANCALEONE MARINA
Centro di recupero Tartarughe Marine: la spiaggia di Brancaleone Marina rappresenta l’ambiente ideale per la deposizione delle tartarughe, qui si trova infatti uno dei siti di nidificazione più regolari e produttivi di Caretta Caretta. Il centro di Brancaleone effettua il monitoraggio dei siti di nidificazione, il recupero e la cura degli esemplari catturati accidentalmente e, con il coinvolgimento dei pescatori, conduce la sperimentazione e l'applicazione di sistemi di pesca a basso impatto.

I Borghi Grecanici

Gallicianò
Gallicianò è definita l'Acropoli della Magna Grecia: è un piccolo centro situato nel cuore dell'Aspromonte, arroccato sui promontori dell'area grecanica che si affaccia sul versante destro della fiumara Amendolea. Qualche centinaio di abitanti (prevalentemente anziani) abita le viuzze dedicate alle divinità greche e custodisce la memoria storica dei Greci di Calabria: la lingua grecanica, l'arte della tessitura delle ginestre, dell'intaglio del legno secondo forme bizantine. A testimonianza della fedeltà alle loro radici, la toponomastica delle strade è scritta sia in italiano che in greco. Artigianato: Esiste ancora qualche antico telaio con decorazioni, già usato per la tessitura della ginestra.


Palizzi Superiore
Suggestivo borgo dal sapore ed atmosfere ancora medievali, Palizzi è pittorescamente raggruppato alla base di una roccia strapiombante e circondato da un lungo ed interminabile sentiero pieno di grotte e megaliti che apre le porte al più vero Parco Aspromonte. Sopravvive l'antica tradizione di utilizzare antichi telai per la realizzazione di coperte tradizionali. Da vedere: Il Castello, di origine medievale, in pietra scura, sorge su di una rocca sporgente nel mezzo dell'abitato. La Chiesa di S. Anna, con il suo curioso campanile a torre e la caratteristica cupoletta a gradini di foggia bizantina.


Staiti
Caratteristico borgo medievale, con le abitazioni disposte a terrazza e il centro storico attraversato da un fitto intrico di viuzze, Staiti sorge a circa 12 chilometri dalla costa nel Parco Aspromonte, circondato da una vera e propria barriera naturale di roccia che, nei secoli passati, si rivelò essere un'eccellente protezione contro le incursioni piratesche. Nacque come Casale di Brancaleone, intorno al 1500, ad opera di contadini e pastori; trasse il nome dalla casata degli Staiti, che su di esso esercitò il dominio feudale. La chiesa parrocchiale di origine medievale, dedicata a Santa Maria della Vittoria in ricordo della vittoria dei Cristiani sui Musulmani nella battaglia di Lepanto, restaurata nel 1967, custodisce una Madonna col Bambino in marmo, opera del Gagini. Nel territorio sorge l'abbazia romanico-normanna di Santa Maria dei Tridetti che, secondo una leggenda, sarebbe stata edificata sui resti di un tempio greco dedicato a Nettuno, come testimonierebbero alcune monete e manufatti di età antica rinvenuti nella zona. Da vedere anche i ruderi di un monastero, risalente all'anno Mille, abitato dai primi monaci basiliani rifugiatisi sull'Aspromonte.


Roccaforte del Greco
Centro montano di particolare interesse naturalistico, è situato sul versante meridionale dell'Aspromonte, lungo il corso della fiumara Amendolea. Roccaforte del Greco fa parte della cosiddetta "Comunità Ellenofona di Calabria". Vi si può giungere percorrendo prima la SS 183, fino a Ponte Ielasi, quindi la Provinciale. Soggetta, in età normanna e sveva, a dominio feudale e appartenuta ai Ruffo, nel 1806 divenne indipendente per essere, poi, elevata a Comune nel 1811. Nella frazione di Ghorio si trova la settecentesca chiesetta dei Tripepi di Bova, di ispirazione bizantina. Viene praticata la pastorizia, con la produzione di rinomati latticini. La ricchezza dei boschi del territorio ha consentito lo sviluppo di industrie del legno.

I borghi fantasma

Pentedattilo
Uno dei più caratteristici e suggestivi paesi abbandonati della Calabria, situato a ridosso dell'Aspromonte e nel cuore dell'area grecanica calabrese, Pentedattilo sorge arroccato sulla rupe del Monte Calvario, dalla caratteristica forma che ricorda quella di una ciclopica mano con cinque dita e da cui deriva il nome. Pentedattilo è parte del territorio comunale di Motta San Giovanni (RC). La suggestiva passeggiata tra le silenziose vie delll’antico “borgo fantasma” permetterà tra l’altro di ammirare: i ruderi dell’antico Castello e di interessanti edifici sacri, il pinnacolo della montagna, alla quale si adagia il paese, somigliante al pollice della mano.


Roghudi
Situato sulle pendici meridionali dell'Aspromonte nella Calabria greca, l'abitato di Roghudi Vecchio - abitato da gente di etnia grecanica - è stato completamente abbandonato a seguito di due fortissime alluvioni avvenute nel 1971 e nel 1973, date nelle quali l'abitato, fino ad allora sede comunale, fu dichiarato totalmente inagibile. Lo scenario è mozzafiato. Il borgo, circondato dalle montagne, si sdraia a più di 500 m. di altezza sul crinale di una collina, che svetta nel mezzo della fiumara Amendolea. A poca distanza si trovano due formazioni geologiche degne di nota: le caldaie del latte e la Rocca del Drago. Sono rocce modellate nel tempo dal vento, dalla pioggia e dal ghiaccio, fino a diventare curiosi monumenti naturali.


Brancaleone Superiore
Nel Medioevo fu un borgo fortificato ed appartenne a vari feudatari, ma ora è quasi completamente abbandonato a causa delle alluvioni e frane che lo colpirono. Brancaleone superiore fu luogo di ispirazione letteraria, in pagine particolarmente significative per lo scrittore Cesare Pavese, inviato al confino proprio a Brancaleone dal regime fascista (1935-1936). Da vedere, nel silenzio del borgo fantasma e nelle zone vicine:
La "chiesa Nuova" del 1939 con pianta a croce latina.
Le grotte, probabilmente i resti di un complesso monastico.
I ruderi del paese, con i resti dell'antica chiesa dell'Annunziata (1500).
Una chiesetta rupestre, con un affresco bizantineggiante, tuttora oggetto di culto.


Africo Vecchio
Città natale del monaco basiliano Beato Leone, fu fondata nel IX secolo a.C. dagli abitanti di Delia, colonia locrese situata forse alla foce della fiumara San Pasquale. Il nome pare derivi da afrikos, cioè "esposto al sole", oppure dal nome di un vento di libeccio. Il sito originario fu abbandonato in seguito alle alluvioni del 1951 e del 1953, che costrinsero la popolazione locale a lasciare la montagna per dare vita ad un nuovo insediamento sul mare, in prossimità di Bianco, dove sorge l'odierna Africo Nuovo. Nel paese vecchio, raggiungibile percorrendo la strada che collega Bova ai Campi di Bova, si trova la chiesetta di San Leo, piccolo edificio rettangolare di origine basiliana, riedificato nel XVII sec.

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