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Entro i 100 Km... - Locri Epizefiri

Locri Epizefiri
Una delle più incantevoli, conosciute ed importanti città della Magna Grecia, grazie all'abbondanza documentaria delle fonti e dei ritrovamenti archeologici. La città antica, che era difesa da una cinta muraria di 7 km, è ben delimitata dalla stessa cinta in molti tratti ancora visibile. All'esterno delle mura si estendono le necropoli, mentre la maggior parte delle aree sacre sono disposte in prossimità della cinta, quasi a formare una protezione sacrale. La vasta area archeologica si estende per 230 ettari all'interno delle mura. Da vedere: L'Antiquarium, che espone importanti reperti tra i quali pregevoli pinakes, monete, vasi e terrecotte votive dedicati. Il Tempio ionico di Marasà, una costruzione databile attorno al VI-V secolo a.C del quale resta il basamento e parte di una colonna ionica. L'area di Centocamere, il quartiere commerciale dell'antica città, dotata di uno schema urbanistico regolare, di circa 900x1300 m. e che si estende dalla base delle colline fino in prossimità della linea di costa. Il reticolo stradale è costituito da una fitta serie di vie rettilinee e parallele, chiamate stenopoi, tagliate ortogonalmente da poche ampie strade, dette plateiai o strade larghe. Gli isolati erano costituiti da agglomerati di piccole case attaccate una all'altra che devono avere avuto una funzione produttiva e commerciale, piuttosto che abitativa. Il Teatro greco-romano, risalente al IV secolo a.C. con rifacimenti in età romana. Si tratta di una costruzione realizzata sfruttando una conca naturale situata ai piedi di una altura. Del Teatro rimangono parte dei gradoni in arenaria della cavea, che potevano accogliere circa 4.500 spettatori. In età romana imperiale l'edificio fu trasformato eliminando le file più basse di gradini e costruendo un alto muro semicircolare in blocchi di calcare, in modo da proteggere gli spettatori durante le lotte tra gladiatori o tra uomini e animali. La necropoli di Lucifero, dove sono state rinvenute circa 1.700 tombe databili tra il VII e il II secolo a.C. e spesso segnalate da vasi di grandi dimensioni, di buona fattura e pregio, opera di ceramografi ateniesi di fama, oppure da "arule", piccoli altari in terracotta decorati con immagini del mondo dell'oltretomba.

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